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VILLA GIUSTINIANI
VANZO
Frazione di San Pietro Viminario (Padova)
IL TERRITORIO
Vanzo, frazione di San Pietro Viminario , è
un piccolo paese della provincia di Padova, che
dista da questa circa 25 Km.
In origine il nome era Vanzo Salcai, tale denominazione
deriva dalla caratteristica paludosa del territorio
con la presenza di salici (“vimini”
da cui la denominazione del comune “Viminario”).
Marino Sanudo nel suo itinerario del 1483 afferma:”...qui
poco lontan (da Monselice) è la Villa di
Avanzo et sono atorno valli...”.
Dai documenti relativi ad una visita vescovile
del 1882 risulta che Simone Paltanieri, cardinale
verso la metà del secolo XIII, fondò
qui la chiesa parrocchiale di San Matteo. Questa
chesa, che contiene numerose caratteristiche architettoniche
delle chiese romaniche, è un’importante
testimonianza storica del paese oltre logicamente
alla villa Giustiniani.
LA VILLA GIUSTINIANI
Nel XVI secolo Venezia, che era vissuta sul mare
ed al mare riservava ogni suo interesse, cominciò
ad estendere il proprio dominio in terraferma.
Questa espansione diede origine al fenomeno di
costume tipicamente veneto che è la "civiltà
delle ville" : un fenomeno al quale siamo
debitori di un patrimonio d'arte unico nel suo
genere. Iniziò quindi una vera e propria
gara tra le molte famiglie patrizie veneziane
nel costruirsi delle sontuose residenze dove poter
soggiornare godendo le molte bellezze naturali.
Anche la famiglia Giustiniani, grazie alla sua
origine imperiale, all'appartenenza al patriziato
veneto ed alla antica e gloriosa tradizione si
fece costruire una villa nella campagna veneta,
in provincia di Padova, nella seconda metà
del XVII secolo.
Corpo quattrocentesco e cinquecentesco
Ad una cinquantina di metri dalla chiesa di San
Matteo, nella via che prende nome da tale chiesa,
si trova il cancello dell’entrata principale
di Villa Giustinian(i).
Questa villa presenta un impianto molto particolare
a forma di T; la parte trasversale, la più
lunga, venne eretta nella seconda metà
del quattrocento ed è costituita da un
corpo centrale molto sobrio a tre piani con ai
lati due barchesse, adibite, sino a pochi anni
fa, ad uso agricolo.
L’impianto tipologico della parte centrale
rispecchia le tendenze generali delle ville venete
essendo costituito da un salone centrale e da
quattro sale poste nei quattro angoli.
Secondo Andrea Gloria, nel 1747 in questo corpo
di villa alloggia il cardinale Rezzonico (eletto
nel 1758 papa con il nome di Clemente XIII), durante
la visita pastorale all'oratorio privato dedicato
alla Sacra Famiglia. Una lapide sulla facciata
ricorda l'importante evento.
Corpo Palladiano
Nella seconda metà del seicento, pare per
volere del doge Marcantonio Giustiniani, venne
effettuato un ampliamento del complesso con la
realizzazione di un corpo "in stile palladiano"
in quanto ci fu l’esigenza di dotare la
villa di una entrata di rappresentanza per accogliere
gli ospiti.
Fu infatti creato un viale alberato, originariamente
di platani, citato nel 1797 come "stradon",
ora sostituiti da tigli a causa di una malattia
che circa venti anni fa causò la morte
dei platani secolari, malattia che ha mietuto
migliaia di platani e non solo nel Veneto.
Il viale lungo circa trecento metri , a circa
cento metri dalla facciata si apre in doppia fila
a ferro di cavallo.
La facciata presenta alcune caratteristiche architettoniche
tipiche delle ville palladiane; ad esempio, per
quanto riguarda le quattro colonne doriche ad
ordine gigante, esse fanno parte del modello di
colonne incassate presenti in numerosi capolavori
del Palladio, basti pensare al Palazzo della Ragione
a Vicenza.
Un’altra caratteristica qui contenuta, che
peraltro ricorre molto spesso nelle ville progettate
dall’architetto vicentino, è il timpano
triangolare, supportato dalle colonne, al centro
del quale fu inserito lo stemma araldico della
casata.
Altri elementi architettonici di una certa importanza
sono le cinque guglie a forma piramidale, disposte
sulla linea del tetto, con una evidente funzione
decorativa e di richiamo visivo per l’edificio
sottostante. Le due guglie laterali erano e sono
ancora oggi utilizzate come camini.
Il numero di cinque guglie sta a significare l’esistenza
nella famiglia Giustiniani di un Doge.
In effetti la famiglia Giustiniani ha dato due
Dogi alla Repubblica di Venezia: Giustiniano Partecipazio
(Doge di Venezia dal 819 al 829) e Marcantonio
(Doge di Venezia dal 1684 al 1688).
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